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“La psicoterapia dovrebbe far sentire alla persona che sta tornando a vivere”
(George Kelly)
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Psicologa Psicoterapeuta Albignasego, Padova

Dott.ssa Laura Bastianello

Supporto per problematiche d’ansia a Padova

Iscrizione Ordine degli Psicologi del Veneto N° 8450. Abilitata alla professione di Psicoterapeuta (Art. 3 della legge 56/89)

Mi presento, sono Laura Bastianello, psicologa e psicoterapeuta ad Albignasego, Padova.

Mi occupo di percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia rivolti all’adulto, con particolare riferimento alle problematiche legate all’ansia.

Mi sono laureata con lode presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova. Dopo l’abilitazione alla professione di Psicologo ho completato la mia formazione come Psicoterapeuta specializzandomi presso l’Istituto Cesipc di Padova.

Ho scelto di dedicare la mia attenzione ed il mio impegno professionale alle problematiche legate all’ansia, in quanto ogni giorno nella mia esperienza di lavoro ho modo di costatare quanto possa essere bloccante per la persona sentirsi “in preda” all’ansia.

Il mio impegno va nella direzione di aiutare la persona  a comprendere il significato di quanto le sta accadendo, per riappropriarsi progressivamente di un senso di maggior “controllo” e “padronanza” rispetto a se stessa e alla propria vita quotidiana.

L’ansia non è un “corpo estraneo” che ci invade, bensì “ci parla di noi”, del modo in cui guardiamo il mondo e del nostro rapporto con gli altri.

In terapia, cliente e terapeuta collaborano per ritrovare il collegamento tra sintomi ansiosi e pensieri, vissuti ed emozioni di quella specifica persona.

Tale processo rappresenta una via per rendere più prevedibile e conoscibile il funzionamento dell’ansia ed individuare delle strategie personalizzate utili a gestire l’ansia in modo più consapevole.

Presso il mio studio situato ad Albignasego offro inoltre supporto per le seguenti tematiche:

  • Gestione delle emozioni e dello stress.
  • Fronteggiare periodi di cambiamento, confusione e smarrimento.
  • Difficoltà comunicative nelle relazioni familiari e lavorative.
  • Autostima, fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità.
  • Terapia di coppia.

Iniziamo a conoscerci: perché rivolgersi a me come psicologa psicoterapeuta?

Le persone che decidono di iniziare una terapia, pur portando storie ed esperienze diverse, spesso raccontano una sensazione di blocco. Spiegano di aver deciso di iniziare un percorso psicologico perché avevano la sensazione che qualcosa “non tornasse”, che qualcosa nella propria esperienza di vita si fosse “rotto o inceppato” rispetto a periodi precedenti.

Vissuti spesso associati al desiderio di cambiare, di stare meglio, di avvertire nuovamente un senso di pace, di tranquillità e serenità.

Su cosa potremo lavorare insieme?

La psicoterapia è finalizzata ad accompagnare la persona in un percorso di benessere che permetta alla stessa di recuperare fiducia nella propria possibilità di scegliere, decidere, sperimentare e provare. Riappropriandosi quindi pian piano della sensazione di essere protagonista della propria vita e di tenere in mano le redini  del proprio avvenire.

Scegliere di intraprendere un percorso psicologico, mettendo in conto le comprensibili paure, titubanze e timori, può rappresentare a mio parere un’opportunità per migliorare la propria qualità della vita nella direzione di un maggiore benessere e consapevolezza.

Per domande, richieste di informazioni o per fissare un appuntamento troverai i miei riferimenti e l’indirizzo dello studio dove lavoro come psicologa psicoterapeuta a Padova (Albignasego) nella sezione “Contatti.

Come sottolinea Franz. R.  Epting   “La psicoterapia, in condizioni ottimali, costituisce un’esperienza che rivitalizza e risveglia; un’impresa che infonde coraggio e vitalità. Rappresenta l’opposto della situazione in cui si perpetua una sorta di vita affievolita e intorpidita. La persona attraverso la psicoterapia risveglia le qualità creative e spontanee troppo a lungo trascurate nell’esperienza quotidiana.”

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Ho l’ansia, come faccio a sapere se è il caso di contattare uno psicologo?

L’ansia è un’emozione umana che accomuna ciascun individuo, il fatto di provare ansia non rappresenta in sé una dimensione problematica per la persona. Ci sono inoltre dei periodi della vita che presentano in modo transitorio un aumento dei livelli di ansia senza tuttavia limitare troppo pesantemente la persona nelle sue attività e nelle sue possibilità.

Proviamo a pensare ad una giovane donna che scopra di aspettare il suo primo figlio, un relativo aumento dei livelli di ansia può essere comprensibile e preventivabile. Sicuramente è opportuno prestare attenzione a quelle situazioni in cui l’ansia venga percepita come eccessiva dalla persona stessa e da chi la circonda, arrivando a compromettere il contributo e l’operato della persona nelle sue consuete aree di attività. Se l’ansia, la preoccupazione o i segni fisici ad esse associate interferiscono in modo significativo con le normali attività della persona, limitandone la vita familiare, sociale e lavorativa, diviene utile considerare la possibilità di rivolgersi ad un professionista.

Rimane il fatto che talvolta anche chi prova ansia, senza raggiungere livelli di disagio che impediscano le normali attività quotidiane, può scegliere e desiderare di intraprendere un percorso di benessere volto a meglio comprendere il funzionamento dell’ansia ed a gestirla in modo più efficace.

Se vado dallo psicologo per problematiche legate all’ansia, mi insegnerà delle tecniche?

Partiamo dal presupposto che all’interno della psicologia esistono diversi modelli teorici di riferimento che si traducono in differenti modalità di intervento. Ne deriva che vi siano molteplici modi di approcciare la problematica che la persona porta, conseguentemente non tutti gli psicologi intervengono nella stessa maniera.

Per quanto mi riguarda, all’interno della mia attività professionale in studio, in alcune situazioni propongo alla persona delle tecniche volte a gestire nell’immediato il disagio associato all’ansia.  Si può trattare di tecniche di respirazione, rilassamento o di altra tipologia che sono finalizzate ad abbassare le sensazioni psico-fisiche di disagio ed a sentire di esercitare una prima forma di controllo sul malessere che si sperimenta. L’eventuale proposta di tecniche rappresenta tuttavia solo la prima parte del lavoro che terapeuta e cliente possono svolgere insieme. Infatti nella mia esperienza la parte più corposa del lavoro, che tuttavia si presenta anche come quella più efficace e durevole nei risultati, consiste nello sforzo di dare un significato ai sintomi che la persona porta.

Comprendere il collegamento tra i sintomi ansiosi e i pensieri, le emozioni, gli eventi che la persona vive, consente di cogliere in modo più chiaro il significato specifico che per quella persona riveste l’ansia. Più si comprende il significato dell’ansia, più si è in grado di prevederla e più si è in grado di prevederla più diviene possibile iniziare a gestirla. Ecco che in questa seconda fase del percorso le strategie non sono più date dal terapeuta, bensì vengo co-costruite “su misura” insieme unendo gli sforzi di terapeuta e cliente.

Se vado dallo psicologo mi “toglierà” l’ansia?

Una delle domande che mi vengono poste più di frequente da persone che stanno attraversando un periodo di forte ansia è “tornerò mai come prima?” accompagnata da “riusciremo a far sparire l’ansia?”. Comprendo pienamente il significato di questa domanda per la persona, che tante volte ha la sensazione che l’ansia sia arrivata “dal nulla” ad invaderle la vita ed ha il timore che quel malessere non passi più. L’ansia tuttavia non rappresenta un’emozione “negativa” o “inutile”, ne incarna in quanto tale un qualche tipo di “malattia”.

L’ansia fa parte della gamma delle emozioni umane ed ha un significato evolutivo e legato alla nostra sopravvivenza (per un maggiore approfondimento di questo aspetto si vedano gli articoli relativi all’interno del blog del sito). L’obiettivo della terapia in tal senso non è quindi eliminare l’ansia in toto dall’esperienza della persona. Ammesso che ciò fosse possibile, potremmo immaginare notevoli difficoltà sia in una vita caratterizzata da un eccesso di ansia così come dalla sua assenza.

Quello che ci si propone di fare è di comprendere il significato che l’ansia riveste per quella specifica persona. Come le manifestazioni fisiche (tachicardia, nausea, mal di stomaco, ecc), le emozioni e i pensieri che il soggetto descrive come “ansia” si inseriscano nella sua vita e nelle sue relazioni. Una volta compresi questi collegamenti diviene molto più semplice comprendere come mai in certe situazioni si possa sperimentare una maggiore ansia, così come trovare delle modalità per prevenirla, per controllarla e per gestirla in modo più costruttivo. Quello che spesso dico alle persone in terapia è che il nostro auspicio non è quello di tornare esattamente come prima, come ad azzerare l’esperienza attraversata; bensì di imparare da questa esperienza, di uscirne arricchiti.

Da un lato aperandosi per recuperare un senso di benessere, la sensazione di “stare bene” di nuovo, dall’altro acquisendo nuovi strumenti ed una maggiore comprensione di sé che consentano di affrontare con maggiori risorse gli eventi della vita quotidiana.

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