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Decidi tu per me!

Parliamo della difficoltà nel fidarsi delle proprie valutazioni e scelte e della sensazione di dipendere eccessivamente dalle opinioni altrui.

“Soprattutto quando si parla di questioni importanti mi sembra di non avere un’idea mia e di non sapere cosa fare da solo. In testa si crea una sorta di vuoto e se gli altri non mi danno un’imbeccata, se non mi offrono una dritta rispetto alla direzione da seguire spesso non so da dove partire”.

Se mi baso sui consigli degli altri non sento il peso tutto su di me: è come se l’altro mi aiutasse a portare il peso e la responsabilità”.

“E se sbagliassi? E se non avessi una visione abbastanza lucida dei fatti? Se commettessi un’ingenuità? Gli altri spesso sembrano così sicuri!”.

A volte, quando la persona racconta di prestare tanta attenzione alle opinioni altrui rispetto a decisioni o scelte da intraprendere, si coglie la fatica che essa incontra nel mettere a fuoco il proprio “punto di vista“. Quasi come se avvertisse di “non avere un’idea propria” in merito alla situazione da affrontare e di “non sapere da dove partire” nel valutare come muoversi e cosa fare.

I vissuti descritti spesso rimandano ad una sorta di “vuoto mentale“, al sentirsi confusi e annebbiati, “fermi ai blocchi di partenza” senza sapere in che direzione muovere i primi passi. Appellarsi agli altri e alle loro opinioni rappresenterebbe quindi un modo per “sbloccare” la situazione ed intravvedere una direzione da seguire, seppur originata dall’esterno.

A volte invece la tendenza ad attribuire molta importanza alle opinioni e consigli altrui e la difficoltà nel fidarsi delle proprie valutazioni si accompagna al desiderio, più o meno consapevole, di poter lasciare all’altro o condividere con l’altro la “responsabilità di quanto accade“. In una prospettiva del tipo: “se decidi tu, o se ci metti del tuo rispetto a questa mia decisione, è come se ne fossi responsabile anche tu e ci dividessimo i rischi dell’impresa“.

Una simile lettura della situazione potrebbe accompagnarsi da un lato ad un senso di “sollievo” nel dividere e condividere il peso di una decisione, dall’altro ad un senso di impotenza e al dubbio rispetto al “potercela fare da soli”.

Altre volte ancora, le parole della persona rimandano al timore di “non essere abbastanza capace, preparata e avveduta per decidere da sé e per sé“. Come se non si sentisse pronta “a sufficienza” per affrontare i fatti della vita e per valutare “ragionevolmente” cosa fare e come farlo.

Spesso in questa prospettiva si inserisce, per contrasto, una lettura degli altri dipinti come sicuri, decisi e determinati, tanto da considerare quasi una “logica conseguenza” quella di delegare a loro le decisioni.

Gli scenari delineati rappresentano ovviamente solo alcuni esempi, le narrazioni che possono prendere forma intorno alla tematica esplorata sono personali e legate alla soggettività di ciascuno.

Pur tenendo conto delle differenze, gli esempi riportati aiutano ad intuire e comprendere meglio la gamma di emozioni e significati che possono accompagnare questo modo di vivere le relazioni con gli altri.

Quali possibilità di intervento?

Come emerge dalle frasi riportate sopra, di frequente in simili scenari si coglie una certa titubanza, da parte della persona, rispetto al dare valore al proprio punto di vista. Un senso di perplessità e reticenza nel considerare legittima la propria prospettiva e le proprie opinioni.

La conversazione psicoterapeutica offre in tal senso l’opportunità di lavorare nella direzione di recuperare e sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie risorse. Nel coltivare la possibilità di riconoscere le proprie caratteristiche, peculiarità, gusti e punti di forza e nel cominciare progressivamente dare ad essi maggiore fiducia.

La relazione terapeutica può quindi accompagnare la persona nel prendere consapevolezza, nel riconoscere e nel dare legittimità alle proprie risorse, per poi sperimentare consapevolmente le stesse, a poco a poco, nelle situazioni concrete della vita quotidiana.

Coltivare quindi la possibilità di riconoscere una maggiore dignità al proprio punto di vista e poterne tenere conto, attribuendo alla prospettiva altrui un ruolo importante, ma non necessariamente determinante rispetto alla direzione delle proprie scelte.

Dott.ssa Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Albignasego Padova

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