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Problematiche d'ansia, Psicologa Padova, Psicoterapia dell'ansia

“Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”

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Ansia, tristezza, apatia, rabbia, irrequietezza..ecc a volte ci possono apparire come qualcosa di inspiegabile, incomprensibile e imprevedibile.

Ansia, tristezza, apatia, rabbia, irrequetezza. .ecc: di frequente all’inizio di un percorso di terapia simili emozioni sono descritte dalle persone come qualcosa di inspiegabile, incomprensibile e imprevedibile.

“non capisco perché a volte mi sento giù, a volte invece mi sento meglio.. “
“mi sono agitata molto ieri mattina fin dal risveglio, ma non c’era motivo, non era successo niente di particolare.. “
“mi sono arrabbiata tantissimo in quella situazione, eppure la settimana scorsa era successo qualcosa di simile ed ero rimasta calma.. “
“erano un po’ di giorni che stavo meglio e poi ieri di nuovo l’ansia mi è arrivata addosso tutta insieme, non capisco.. “

Soffermiamoci sull’esperienza dell’attacco di panico, molto spesso la persona che porta in terapia una difficoltà di questo tipo racconta di ricordare il giorno ed il momento esatto in cui ha provato per la prima volta l’esperienza dell’attacco di panico. Per maggiori informazioni sul tema seguire il link all’articolo “Quando gli attacchi di panico limitano la vita quotidiana”. 

Capita di frequente che il racconto angosciato di una simile esperienza sia caratterizzato dal non riuscire a trovare un senso ad essa:

mi sembrava di stare bene in quel periodo eppure l’attacco è arrivato proprio allora, in modo del tutto imprevedibile” 

mi sono sempre considerato forte ed autonomo,  non capisco perché sia successo proprio a me..”

“divido la prima vita tra il prima ed il dopo l’attacco e non riesco a spiegarmi cosa sia scattato in quel momento..so solo che da allora la paura di stare male e di uscire di casa da sola ha trasformato la mia vita”.

Come possiamo leggere questa difficoltà nell’attribuire un significato alle proprie emozioni?  

Riprendendo la citazione di Pascal e adattandola ai nostri scopi potremmo dire che il “cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”.

Quello che intendo dire è che le emozioni che proviamo non sono sempre perfettamente comprensibili alla nostra mente, talvolta non riusciamo a spiegarcele razionalmente.

A volte le persone mi parlano degli attacchi di rabbia, dell’apatia, dell’angoscia o del panico come di fenomeni “sbagliati” e “insensati”. Eppure le emozioni che sperimentiamo non sono mai casuali, portano sempre con sé un significato, delle ragioni, una loro logica che probabilmente non è immediato afferrare e distinguere

Di frequente è proprio attraverso conversazione terapeutica che la persona arriva a spiegarsi e comprendere emozioni e comportamenti che inizialmente le apparivano “incomprensibili”.

Che ragioni sottendono quell’emozione che la mente non coglie? Che senso ha per una persona fare quello che fa? Reagire in un certo modo? Provare un certo vissuto?

Queste sono domande che spesso ci si pone in terapia, con l’obiettivo di iniziare a comprendere il significato personale alla base dei propri vissuti.

A volte le emozioni sembrano ingestibili come magma che erutta, incontrollabile e incontenibile, in terapia si lavora per canalizzare quel magma, per renderlo più comprensibile, elaborabile all’interno di una riflessione che lo renda meno dirompente, bensì qualcosa di cui si può parlare. 

Citando le parole di una collega che stimo le emozioni vanno rese “parlabili”.

Ovviamente ogni terapia è unica e il suo svolgimento è cucito su misura sulla specifica persona, eppure un punto comune che ricorre in tante terapie sta nell’utilità e nell’importanza di tradurre emozioni apparentemente “sbagliate, insensate ed incomprensibili” in parole

È proprio attraverso la conversazione che le emozioni possono diventare comprensibili ed elaborabili.

Quando le emozioni diventano “parlabili”, quando acquisiscono una loro “dignità e legittimità” ai nostri occhi, allora si apre e si intravede più chiaramente la strada per costruire modi alternativi e più costruttivi di gestirle e di esprimerle nella relazione con gli altri. 

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