Psicologa Psicoterapeuta Albignasego Padova | Tel: +39 388 2561765 | Mail: studiolaurabastianello@gmail.com

Dott.ssa Laura Bastianello

Psicologa Psicoterapeuta Padova

Specializzata in problematiche d’ansia 

Che si parli di disturbi d’ansia o disturbi depressivi, di difficoltà relazionali o della necessità di affrontare i cambiamenti, rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta può essere utile quando ci si sente bloccati, quando ci si rende conto che qualche aspetto della propria vita non fluisce come si vorrebbe, quando si avverte che lo “stare bene” sta lasciando spazio al disagio ed al malessere.

Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Albignasego PAdova

Prima di iniziare una psicoterapia spesso le persone riportano una sensazione di blocco. Come se qualcosa nella propria esperienza si fosse “inceppato”.

La psicoterapia permette di esplorare ed elaborare in maniera più approfondita aree di sofferenza o disagio, talvolta associate a sintomi che possono rendere difficile affrontare la quotidianità.

A titolo di esempio: umore depresso, variazioni nel sonno e nell’appetito, ansia e preoccupazioni eccessive, evitamento di certe situazioni, etc.

La psicoterapia, a partire dalla relazione tra professionista e cliente, si propone di favorire una “ripresa del movimento” nella direzione di un maggiore benessere e di una maggiore  fiducia nelle proprie possibilità.

Quali sono le aree di intervento nel mio studio di psicoterapia a Padova?

L’attività dello studio si rivolge ad adulti e coppie.

Solitamente a seguito di un contatto da parte della persona interessata viene concordato un primo colloquio effettuato presso lo studio.

Sulla base delle tematiche ed esigenze riportate in questo primo incontro viene definito il tipo di percorso più indicato: consulenza, supporto psicologico o psicoterapia.

Perché rivolgersi ad uno psicoterapeuta?

Ci rivolgiamo ad uno psicoterapeuta per risolvere i vari problema che ci affliggono, come problemi depressivi o disturbi d’ansia e per intraprendere un percorso di conoscenza interiore.

In questo periodo di “crisi dei valori” e di situazioni sociale che non permette i giusti spazi per noi stessi, ci si ritrova sfiduciati in noi stessi, proviamo sentimenti negativi e un grande disagio.


Spesso si sottovalutano certi segnali che il nostro corpo ci manda e preferiamo convivere con l’ansia o con altri disturbi, sia per non affrontare il problema, sia per paura del giudizio altrui.

Per trattare ed affrontare questi disagi interiori ecco che la figura dello psicologo psicoterapeuta diventa importante, sia per recuperare la nostra autostima che per alleviare i sintomi di quella che potrebbe essere, o diventare, una patologia.

Lo psicoterapeuta ti aiuta ad affrontare situazioni critiche ed utilizzare gli strumenti giusti per ritrovare la serenità.

IL PERCORSO PRESSO IL MIO STUDIO

Psicoterapeuta Psicologa Padova

Come funziona dallo Psicologo?

Una simile domanda è legittima e comprensibile. Spesso chi non ha mai avuto contatto con la figura dello Psicologo ipotizza “come potrebbe essere” traendo spunto da fonti vicine e lontane. L’immaginario delle persone molte volte è influenzato dal cinema, pensiamo al celebre film “Genio Ribelle” con il compianto Robin Williams o alla più recente serie “In Treatment”. Altre volte sono i racconti dei propri conoscenti a contribuire alle ipotesi formulate dalla persona: dalla cugina che si è “trovata tanto bene”, all’amico “a cui non è servito proprio a nulla”. In questa varietà di modelli, esempi e percezioni mi propongo di offrire alcune informazioni per meglio comprendere il mio modo di lavorare nello studio di Psicologia e Psicoterapia ad Albignasego (Padova). 

Cosa troverai e cosa non troverai nel mio studio.

Posso anticiparti che nel mio studio di Psicologia troverai ascolto e attenzione, sincero interesse nel comprendere il tuo modo di vedere le cose e di vivere le situazioni. Posso dirti che non troverai riposte preconfezionate e soluzioni rapide. Ti anticipo che non ti dirò “cosa fare” ne “cosa sia giusto o sbagliato”. Non ti forzerò a parlare di cose che tu non voglia condividere con me, sarai tu a scegliere quando parlarmene. Il mio compito è quello di cercare insieme a te “modi” per “stare bene” e  per risolvere le problematiche che possono portare alla scelta di iniziare un percorso.

Strumento principe sarà il dialogo, ragioneremo insieme sulle tematiche che vorrai portare in terapia costruendo insieme  “soluzioni” e “strategie” che siano in linea con te e compatibili con la tua persona.  Immagineremo pian piano degli “esperimenti” che potrai fare fuori dalla stanza della terapia, rifletteremo insieme su pro e contro, ovvero sugli esiti, pronti se necessario ad aggiustare il tiro. Sarò affianco a te per il tempo che ti sarà necessario, proprio per questo non posso dirti preventivamente quanto durerà il percorso, la durata dipende dalla specifica persona e dalle sue esigenze.

Il mio problema è adatto per un percorso dallo Psicologo -Psicoterapeuta?

In alcuni casi le persone raccontano di temere che la propria difficoltà sia troppo “piccola o banale” per essere portata in terapia, altre volte sono intimorite dall’idea di “stare troppo male” o di “portare un problema senza soluzione”. Il mio personale punto di vista è che non ci siano “a propri” delle tematiche “adatte” o “non adatte” alla stanza della terapia, ciò che conta è l’esperienza della persona che spesso riferisce di sentirsi bloccata, impantanata in una situazione da cui non riesce ad uscire, piccola o grande che sia.

A volte c’è chi si sente rassicurato nel parlare con il proprio Medico di Base prima di contattare lo Psicologo, a volte c’è chi decide in autonomia, magari dopo settimane o mesi di riflessione. Non vi è un’unica modalità, è comprensibile che ognuno trovi la propria strada. La cosa importante è che vi sia il desiderio e la motivazione di affrontare un percorso di questo tipo.

Il primo colloquio con lo Psicologo serve inoltre per comprendere la particolare situazione che la persona sta vivendo e valutare il percorso o i percorsi più adatti. In alcuni casi è lo Psicologo stesso a proporre, in affiancamento alla terapia, una consulenza con un Medico specialista volta a valutare l’utilità di accompagnare la psicoterapia con un supporto di tipo farmacologico, utile a ridurre i sintomi e rendere più gestibile la vita quotidiana. 

Quindi se chiamo come funziona il “primo colloquio”?

Di solito dopo il primo contatto telefonico o mail viene fissato un primo colloquio presso lo studio di Albignasego (Galleria Roma 19/6 -35020- Padova) o online tramite Skype. Il primo colloquio, come i successivi, dura un’ora ed è finalizzato a comprendere la difficoltà che la persona porta. Obiettivo del primo colloquio è quello di iniziare a definire la problematica che la persona sta attraversando e delineare quali siano le possibilità di intervento più opportune. 

Solitamente durante il primo colloquio lascio la persona libera di raccontare la problematica che sta affrontando, intervengo con domande aperte per capire meglio o riformulo con le mie parole quanto ho compreso di ciò che mi sta dicendo. Nella fase finale del colloquio vado a restituire una prima lettura e comprensione della situazione proponendo quelle che -secondo il mio parere professionale- sono le modalità di intervento più opportune. 

Spesso durante il primo colloquio si prendono accordi per avviare un percorso in studio, a volte il primo colloquio è sufficiente e si definisce di comune accordo di non iniziare un percorso, altre volte è lo Psicologo a suggerire l’utilità di contattare altre figure professionali idonee a supportare la persona nel fronteggiare la difficoltà che porta.  

Come funziona il “percorso” con lo Psicologo – Psicoterapeuta?

Il primo colloquio – o talvolta i primi 2 o 3 colloqui- sono deputati a comprendere la situazione o la problematica che il cliente sta vivendo e a prendere gli eventuali accordi relativi all’avvio di un percorso. Qualora di decida di iniziare un percorso di psicoterapia solitamente si prevede un incontro della durata di un’ora a cadenza settimanale. La cadenza settimanale è importante per avere la possibilità di mantenere “il filo” e dare una continuità al percorso. In alcuni casi, in presenza di particolari circostanze, può essere valutata una cadenza differente, fatto salvo che un incontro a settimana rimane comunque l’opzione preferibile per dare efficacia al lavoro svolto. 

Come funziona la seduta dallo psicologo? Si parla e basta?

Nell’ambito del mio approccio professionale, la conversazione e il dialogo sono gli strumenti principe che contraddistinguono lo svolgersi della seduta, talvolta si analizzano i fatti salienti della settimana, spesso si ragiona insieme sui significati e sui vissuti della persona in relazione a tali eventi e alle persone che ne sono state protagoniste. Terapeuta e cliente collaborano per comprendere il senso del malessere e della difficoltà che la persona racconta.

Si adoperano, seduta dopo seduta, per dare un significato a certe emozioni e reazioni che il cliente sperimenta e per delineare “strategie” di gestione da applicare ai vari contesti di vita quotidiana. Con l’obiettivo di costruire e dare forma a nuovi “modi” per vivere ed affrontare le situazioni, più utili e gestibili dal punto di vista emotivo. In alcuni casi il lavoro in seduta viene accompagnato da alcuni compiti o attività -da svolgersi tra un appuntamento ed il successivo- che vengono proposti dal terapeuta al cliente a completamento di quanto trattato in seduta.

Quanto dura? E come finisce?

La durata del percorso non è prevedibile anticipatamente perché quest’ultimo è costruito su “misura” per ogni specifica persona. La durata e la conclusione del percorso vengono valutate man mano, in modo congiunto tra terapeuta e cliente, in base al procedere del lavoro psicoterapeutico. In linea generale è sempre il cliente a comunicare al terapeuta quando si sente pronto ad andare verso la conclusione della terapia.

Il terapeuta a sua volta esprime il proprio parere in merito a tempistiche e modalità di chiusura alla luce della valutazione assunta circa la specifica situazione. Solitamente quando si valuta la chiusura di un percorso si procede diradando le sedute, passando con gradualità dalla cadenza settimanale a quella bimensile, per poi approdare a quella mensile, in modo da monitorare e verificare insieme le fasi finali della terapia. Il terapeuta può rimanere un punto di riferimento per il cliente anche una volta concluso il percorso. In alcuni casi è possibile riaprire -se necessario- un nuovo ciclo di terapia o fissare dei singoli incontri “ad hoc” per discutere ed affrontare situazioni specifiche anche a distanza di tempo.

Domande Frequenti che vengono poste (FAQ)

Che cosé l’ansia?
L’ansia viene considerata come una delle emozioni fondamentali utili alla sopravvivenza dell’uomo. Secondo lo psicologo Lazarus l’emozione dell’ansia sarebbe scatenata dalla percezione di “trovarsi nella condizione di dover affrontare l’incertezza, qualcosa di minaccioso a livello esistenziale”. L’ansia quindi non rappresenta di per sé una malattia, un disturbo o qualcosa di negativo per benessere, anzi in alcuni contesti può avere la funzione di “stimolare il comportamento”, spronando l’individuo a cercare nuove soluzioni per superare il senso di vaghezza, minaccia, incertezza che sta attraversando. Tuttavia, nei casi in cui l’ansia risulti eccessiva ed arrivi ad interferire in modo persistente con le normali attività della persona può essere utile valutare la possibilità di contattare un professionista per iniziare un percorso volto a ristabilire un maggiore benessere e qualità della vita. 
Cosa sono i Disturbi d’Ansia?
Parliamo di situazioni di sofferenza e malessere dove l’individuo arriva a sperimentare paura ed ansia eccessive mostrando rilevanti variazioni nei propri comportamenti abituali. Alcuni tra i principali Disturbi d’Ansia, descritti all’interno del DSM-5(ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 5° edizione, pubblicato dall’American Psychiatric Association) sono:

·         Disturbo d’ansia generalizzato. 
·         Disturbo d’ansia sociale. 
·         Disturbo di panico. 
·         Agorafobia.
·         Fobia specifica.

Quello che accomuna le situazioni che noi definiamo come “Disturbi d’Ansia” è la presenza di una serie di sintomi, che si manifestano in maniera persistente e continuativa. Quando parliamo di Disturbi ci riferiamo a situazioni in cui viene compromessa la possibilità di vivere la propria vita quotidiana com’è sempre stata vissuta. La persona presenta una serie di difficoltà che possono interessare diverse aree della sua vita: dalla sfera  lavorativa, a quella familiare, a quella sociale. 
Si possono curare gli attacchi di panico?
I cosiddetti “attacchi di panico” rappresentano uno dei motivi che più di frequente portano la persona a richiedere l’intervento di uno Psicologo. A volte la richiesta arriva subito, dopo il primo attacco di panico, a volte dopo una serie di attacchi che risulta sempre più difficile gestire. L’attacco di panico può essere un’esperienza “spaventosa” e “terrorizzante” che spesso innesca un circolo vizioso caratterizzato dal timore che possano subentrare nuovi attacchi e di conseguenza dalla “paura” di provare di nuovo una simile “paura”.

Per una descrizione più ampia dei sintomi fisici e psicologici del “Disturbo di panico”, un particolare tipo di Disturbo d’Ansia,   cliccare qui. Nel mio studio di Albignasego, in qualità di Psicologa Psicoterapeuta mi occupo di questa tipologia di problematiche di tipo ansioso. La psicoterapia, talvolta in abbinamento con un supporto di tipo farmacologico, può rappresentare un valido aiuto in queste situazioni per comprendere il significato di quanto sta accedendo, intervenire sui sintomi e recuperare un maggiore senso di controllo circa le proprie reazioni. 
Si può intervenire sulla paura degli spazi aperti e affollati oppure dei luoghi chiusi e angusti?
Parliamo della difficoltà a stare in ambienti pubblici, aperti ed affollati, come una piazza cittadina, oppure in  luoghi chiusi, come un ascensore, un autobus, una macchina in colonna.  Spesso, nel tentativo di evitare di provare ansia, la persona si “chiude” evitando progressivamente le occasioni in cui ritiene difficile potersi allontanare o essere soccorsa ed aiutata se dovesse stare male lontano da casa.  

In alcuni casi, quando la difficoltà è significativa e protratta nel tempo si parla di “Agorafobia”, un particolare tipo di Disturbo d’Ansia (per maggiori informazioni cliccare qui). Come Psicologa Psicoterapeuta a Padova mi occupo, talvolta in abbinamento con un supporto di tipo farmacologico, di questa tipologia di problematiche,  offrendo un supporto utile a comprendere il significato di quanto sta accadendo, ridurre i sintomi, recuperare un senso di maggiore padronanza e ripristinare la “libertà di movimento”. 
Si può intervenire sull’ansia da prestazione?
La cosiddetta ansia da prestazione può entrare in gioco in molti ambiti della vita, dallo sport all’azienda, dallo studio al rapporto di coppia. Si manifesta attraverso una preoccupazione ed un timore eccessivi in relazione a situazioni future che richiedano di effettuare una “prestazione” e quindi di produrre dei risultati. Spesso l’aspettativa nei propri confronti è quella di una prestazione eccellente e ai massimi livelli, nulla sembra accettabile se non la “perfezione”.

Forte – di fronte ad una prestazione imminente o preventivata – è la paura di  “non farcela e di non essere abbastanza” ed al contempo il timore di essere giudicati negativamente dagli altri e rifiutati a fronte del fallimento. Svariati possono essere i percorsi e le storie personali che conducono l’individuo ad assumere uno sguardo così dubitativo circa se stesso e ad auto-imporsi la “perfezione” . Nel mio studio di Albignasego, in qualità di Psicologa Psicoterapeuta, mi occupo di supportare la persona attraverso un percorso volto a ridimensionare le anticipazioni negative connesse agli eventuali errori ed al giudizio altrui ed a costruire uno “sguardo più ampio” capace di abbracciare in modo realistico non solo limiti e mancanze ma anche risorse e peculiarità positive. 
Come si manifesta l’ansia? Cosa fare se la preoccupazione è costante? 
 A volte l’ansia assume la forma di un continuo stato di agitazione ed apprensione. La preoccupazione sembra diventare una costante in una grande varietà di situazioni e -da uno sguardo esterno- viene percepita come “eccessiva”. Confrontarsi ogni giorno con i sintomi fisici e mentali dell’ansia può essere molto logorante, in alcuni casi, quando il disagio è particolarmente marcato e persistente, è possibile parlare di Disturbo d’Ansia Generalizzato, un particolare tipo di Disturbo d’Ansia (per maggiori informazioni relativamente alla sintomatologia cliccare qui). Nel mio lavoro di Psicologa Psicoterapeuta a Padova mi occupo di problematiche d’ansia. La Psicoterapia può rappresentare un valido supporto per “dare voce” a ciò che l’ansia racconta di chi la prova, per comprendere il senso del malessere sperimentato e favorire nuove prospettive e modalità di gestione dell’ansia verso un maggiore benessere e qualità della vita. 
Quando ha senso fare una terapia di coppia?
Spesso prima di contattare un professionista ci si pone interrogativi quali: “Ha senso fare una terapia di coppia?”, “Una terapia può essere un modo per salvare la coppia?”, “Andremo a sollevare ed evidenziare altri problemi oltre a quelli che già ci sono?”, “Meglio una terapia di coppia o una individuale?”. In linea generale possiamo dire che momenti o periodi di tensione e conflitto all’interno della coppia sono del tutto normali, fanno parte delle dinamiche ed equilibri di ogni coppia di partner. Tuttavia, nei casi in cui la difficoltà divenga eccessiva, persistente,  fonte di grande malessere per uno o entrambi e ci si senta “bloccati” all’interno di dinamiche poco funzionali può essere utile richiedere il supporto di un professionista.

Nel mio studio di Albignasego a Padova lavoro con i singoli e con la coppia, offrendo servizi di Psicoterapia individuale e di Psicoterapia di Coppia. La terapia di coppia inizia, si svolge e finisce come uno spazio condiviso, è quindi importante che entrambi i partner siano consapevoli e motivati ad iniziare un percorso comune e condiviso che vedrà entrambi presenti a ciascuna seduta. 
Sono l’unico ad avere paura di non essere interessante? 
Molto spesso chi si pone simili domande riferisce di sentirsi come “Pollicino in un mondo di giganti”.  Dubitare rispetto al proprio essere interessanti, amabili e degni dell’interesse altrui può essere un’esperienza davvero dolorosa. Il sentirsi inadeguati, la paura di non piacere o di non avere nulla di “buono” da dire ed offrire possono rendere difficile prendere l’iniziativa ed affrontare situazioni apparentemente “semplici” per gli altri. Eppure percepirsi in questi termini non rappresenta un “destino immodificabile”. 

La psicoterapia, in simili contesti, offre l’opportunità di avviare e sviluppare un processo di conoscenza di sé; utile ad ampliare lo sguardo e riconoscere i propri punti di forza, risorse e peculiarità. Con l’obiettivo di dare forma a nuovi “punti di vista” circa se stessi, gli altri e la relazione con loro, di favorire un senso di maggiore fiducia circa le proprie possibilità promuovendo una valutazione più equilibrata di se stessi. 
Si può intervenire quando c’è scarsa fiducia in sé e bassa autostima?
 A volte la richiesta di recuperare autostima ed aumentare la fiducia in se stessi è esplicita, molte volte fa da sfondo ad altre problematiche che la persona porta in seduta.  Di frequente, in questi casi, la persona è molto abile nel riconoscere punti di forza e risorse degli altri, ma molto meno allenata ad applicare lo stesso ragionamento a se stessa.  

Per la persona è difficile considerare il proprio punto di vista e le proprie opinioni come “degne” di essere espresse e riconoscere l’utilità del proprio contributo nelle situazioni. Viene molto più “semplice” mettersi in discussione, dubitare di sé, sminuirsi e sentirsi inferiori.  In simili situazioni trovo particolarmente utile accompagnare la persona in un processo di conoscenza di sé, finalizzato a comprendere come essa sia arrivata a costruire una simile visione di se stessa.

La terapia offre l’opportunità di esplorare non tanto ciò che “manca” ma soprattutto “ciò che c’è e ci potrebbe essere”. Riconoscere quindi peculiarità, caratteristiche, qualità e risorse distintive di quella specifica persona, ponendo le basi per nuove modalità di relazione tra sé e gli altri improntate su una maggiore fiducia e considerazione di sé. 
Ho paura degli altri e delle situazioni sociali che richiedono di “esporsi”: dovrei iniziare una terapia?
Temere il giudizio altrui rappresenta un vissuto comune, particolarmente comprensibile quando ci si trova ad affrontare una nuova attività, ci si mette alla prova o si viene valutati. Molte persone tuttavia raccontano di vivere con grande ansia e timore le situazioni sociali in modo continuativo e persistente, per loro non è l’occasione bensì la regola. Una grande sofferenza accompagna le situazioni che espongono allo sguardo e al giudizio altrui, immaginati come negativi senza possibilità di appello.

Significativa è la paura di affrontare le persone e di mettersi in ridicolo, di risultare goffi e inopportuni. In alcuni casi, quando la preoccupazione ed il malessere risultano eccessivi e persistenti nel tempo, si può parlare di Disturbo d’Ansia Sociale, un particolare tipo di Disturbo D’ansia (per maggiori informazioni cliccare qui). Nel mio studio di Psicologia ad Albignasego, in simili circostanze supporto la persona nel comprendere il senso del disagio che prova, da un lato ricostruendo come sia arrivata a percepire se stessa in questi termini e dall’altro elaborando modalità più costruttive per gestire le situazioni sociali ed il rapporto con gli altri. 
Perché faccio fatica a dire “no” e tendo a farmi “condizionare” dagli altri? 
Molte persone sperimentano una grande difficoltà nel dire di no, nel rifiutare le richieste altrui o nel comunicare il proprio disaccordo. La sola idea di rifiutare genera vissuti di ansia, colpa e paura tali per cui “acconsentire” alle richieste altrui sembra il “male minore”. In simili situazioni spesso riscontro da parte del cliente il timore che gli altri -soprattutto le persone significative- si possano arrabbiare, lasciandolo solo e facendolo soffrire a causa del suo rifiuto.

La difficoltà a dire no e la tendenza ad acconsentire rendono difficile -per gli altri- comprendere i limiti, i confini, ciò che è accettabile o meno per una data persona. Frequentemente chi vive questa modalità relazionale racconta di percepire un senso di “invasione” da parte degli altri e dalle loro richieste, talvolta fino al doloroso vissuto di sentirsi sfruttati, manipolati e poco rispettati. Un percorso di psicoterapia può offrire l’opportunità di lavorare sulla possibilità di “riconoscere se stessi, i propri bisogni e desideri”, sulla costruzione di un migliore “equilibrio tra sé e gli altri” e sulla definizione di più efficaci modalità relazionali.
Ho difficoltà a gestire la rabbia, la terapia mi può aiutare?
Spesso chi descrive una difficoltà nella gestione della rabbia riporta di provare senso di colpa e sentimenti di vergogna all’idea di non riuscire a controllare se stesso e le proprie reazioni. Frequentemente, dopo ogni episodio di rabbia, la persona si ripropone di impegnarsi per tentare di gestire meglio le proprie emozioni, senza tuttavia riuscire a raggiungere tale obiettivo.

Pensare di “eliminare” gli episodi di rabbia senza aver compreso il “significato” che rivestono per quella data persona rappresenta un obiettivo poco realistico. Le emozioni infatti non possono essere cancellate con un colpo di spugna, le emozioni vanno comprese, elaborate e gestite. Lavorare sulla rabbia è possibile, nel mio studio di Psicologia a Padova, in qualità di Psicologa Psicoterapeuta, accompagno la persona in un percorso finalizzato a comprendere il significato dei propri vissuti ed a costruire nuove modalità di gestione ed espressione delle emozioni, meno dolorose e più funzionali dal punto di vista relazionale.

Psicologa Psicoterapeuta Albignasego Dott.ssa Laura Bastianello

Galleria Roma, 19/6, 35020, Albignasego, PD.

Tel. 388 2561765

Mail: studiolaurabastianello@gmail.com

ARTICOLI DI BLOG

Difficoltà a gestire la rabbia, il fastidio e il nervosismo: “esplodere” per poi pentirsi.
Lavorare sulla propria rabbia è possibile: nel mio studio di Psicologia a Padova, in qualità di Psicologa Psicoterapeuta, accompagno la persona in un …
Farsi “condizionare” dagli altri, dire troppi “si” a fronte delle pressioni e dell’influenza degli altri.
Molte persone sperimentano una grande difficoltà nel dire di no, nel rifiutare delle richieste o nel comunicare all’altro il proprio disaccordo. La sola …
Paura degli altri: timore delle situazioni sociali che richiedono di “esporsi” ed entrare in contatto con altri, soprattutto se autorevoli o estranei.
Affrontiamo l’esperienza di chi vive con grande ansia e timore le situazioni sociali in modo continuativo e persistente, l'ansia non è l’occasione bensì …
Scarsa fiducia in sé e nelle proprie possibilità, bassa autostima.
Come mai ad alcune persone viene così “semplice” mettersi in discussione, dubitare di sé, sminuirsi e sentirsi inferiori?
Paura di non essere interessanti, accettati e amati dagli altri per ciò che siamo.
Parliamo del sentirsi inadeguati, “sbagliati” e della paura di non piacere.
Tensioni, difficoltà e conflitti in famiglia o all’interno della coppia.
"Non c'è niente che ti rende più folle del vivere in una famiglia. O più felice. O più esasperato. O più…sicuro". J. Butcher
x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

Accetto Rifiuto Impostazioni della Privacy Ulteriori Informazioni sulla nostra Cookie Policy