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Perchè è così difficile cambiare?

Perchè è così difficile cambiare

A volte ci chiediamo: perchè è così difficile cambiare?

A fronte del desiderio di vedersi e di sentirsi in una maniera diversa non è infrequente la sensazione di sentirsi impantanati e bloccati.

Marina è una giovane molto timida, spesso quando decide di uscire con gli amici si ritrova in disparte, fatica a parlare. Talvolta ha la sensazione di non riuscire a trovare  le parole giuste per esprimersi, soprattutto con le persone che le sono meno familiari. Quando poi si tratta di andare ballare è sempre pronta a trovare una scusa o al limite ad accennare qualche movimento ai margini della pista da ballo. Sempre sperando che nessuno noti la sua impacciataggine. A Marina non piace vivere in questo modo, tuttavia sente che per lei è troppo difficile cambiare.

Eppure nelle sue fantasie Marina si trasforma, diviene una ballerina dal talento stupefacente, aggraziata, splendida. si muove con leggerezza lungo la pista ed è capace di attirare l’attenzione di tutti. 

Questa immagine “adolescenziale”, in cui più di qualcuno con le dovute modifiche potrà riconoscersi, ci permette di portare l’attenzione su un aspetto che di frequente subentra quando si sogna, desidera o si cerca un cambiamento.

Al di là dell’esempio…

Spesso infatti, nell’immaginare i cambiamenti, le persone si muovono per contrasto, rappresentandosi uno scenario agli antipodi rispetto alla situazione attuale.  Qualcosa che viene percepito tanto auspicabile ed attraente quanto lontano ed irraggiungibile. Non di rado il risultato osservabile è quello di continuare a “contemplare” il cambiamento senza tuttavia passare all’azione.

L’ immaginarsi agli antipodi rispetto alla nostra situazione attuale può rappresentare uno scenario tanto desiderabile quanto minaccioso. Il cambiamento, cosi come “fantasticato”, da un lato infatti permette di pregustare le sensazioni piacevoli associate alla nuova condizione ottenibile. Dall’altro tuttavia può risultare disorientante, esponendo al rischio di non riconoscersi più, in qualche modo di non ritrovare la nostra immagine nello specchio.

Inoltre, lo sforzo anticipato per realizzare un simile mutamento di prospettiva spesso appare così ampio da divenire insostenibile e scoraggiare ogni tentativo, facendoci sentire che è davvero troppo difficile cambiare.

A partire dalla mia esperienza ho potuto osservare come frequentemente le possibilità di cambiamento più durevoli e solide si “schiudano” abbandonando l’idea del contrasto ed aprendosi alla dimensione della gradualità e della progressione. Si tratta di accogliere un’immagine del cambiamento più lenta e graduale, ma non per questo meno significativa.

Uno sforzo per molti aspetti creativo volto ad immaginare uno spazio nuovo, una “terza via”, una dimensione che si colloca tra la “realtà percepita” e la “fantasia”.

Una forma di cambiamento che si nutre di “sfumature”, di pertugi e di sentieri da scovare. Che comporta esperimenti e revisioni, il fare e talvolta il disfare, il coinvolgersi nell’esperienza per poi riflettere e riprovare ancora.

Il muoversi per piccoli passi, forse all’inizio incerti, poi..sempre più sicuri.

 

 

 

 

 

Dott.ssa Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Albignasego specializzata in disturbi d’ansia

 

 

 

 

 

 

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