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Perchè cambiare punto di vista?

Cambiare punto di vista - Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Padova

Cambiare punto di vista: nuovi sguardi, riappropriandosi di una domenica di inizio autunno.

È l’umore di chi guarda che dà alla città di Zemrude la sua forma. Se ci passi fischiettando, a naso librato dietro al fischio, la conoscerai di sotto in su: davanzali, tende che sventolano, zampilli. Se ci cammini col mento sul petto, con le unghie ficcate nelle palme, i tuoi sguardi s’impiglieranno raso terra, nei rigagnoli, i tombini, le resche di pesce, la cartaccia.

Non puoi dire che un aspetto della città sia più vero dell’altro(…).  Per tutti presto o tardi viene il giorno in cui abbassiamo lo sguardo lungo i tubi delle grondaie e non riusciamo più a staccarlo dal selciato. Il caso inverso non è escluso, ma è più raro (..).  “Le Città Invisibili”, Italo Calvino.

Uno scorcio di quotidiano narratomi qualche tempo fa da una cara amica mi ha fatto tornare all’improvviso in mente queste parole ed riflettere sulle opportunità del “cambiare punto di vista”.
Era domenica pomeriggio e stava seduta in una delle piazze della sua città. Immersa nei suoi pensieri rifletteva sull’indomani, sulla ripresa dell’attività lavorativa e sulla pesantezza di alcuni aspetti del suo lavoro. Aveva la sensazione che il tono dei suoi pensieri “colorasse” con un velo grigio ogni cosa su cui posava lo sguardo.
Era in un momento “libero” ma non riusciva a godersi più di tanto quel tempo.
Ad un tratto, quasi istintivamente, si trovò ad alzare la testa: il bagliore di un sole di inizio autunno filtrava tra le nuvole. Pensò che era una fortuna che ad ottobre facesse ancora cosi caldo, rendendo gradevole passeggiare per le strade della propria città.
All’improvviso si sentì un po’ più grata per quel tempo, che rimaneva il suo tempo, e guardando gli edifici circostanti e la loro superficie ebbe la sensazione di vederli più luminosi. Certo pensieri e problemi non erano spariti, ma avvertiva il rinnovato desiderio di approfittare fino in fondo della “sua” domenica.
Le parole di Calvino e questo semplice aneddoto quotidiano, a mio parere, aiutano a mettere a fuoco un aspetto fondamentale della nostra esperienza umana. Ovvero il fatto che ogni cosa “osservata” è sempre guardata da un dato “punto di vista”.

E che ogni punto di vista, seppur talvolta con notevole impegno e fatica, può potenzialmente essere ampliato, cambiato, arricchito o sfumato aprendo lo spazio a nuove letture e a nuovi comportamenti.

Continueremo a parlare delle opportunità e delle difficoltà connesse al cambiamento nell’articolo “Perchè è così difficile cambiare?” https://www.laurabastianello.it/2019/02/01/difficile-cambiare/
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