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Ansia - Impariamo a conoscerla, Disturbi d'ansia

Il cinema, la vita vera e la paura di non farcela.

paura di non farcela - Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Padova

Oggi parliamo della “paura di non farcela” e del perchè io preferisca le persone agli “eroi”.

Lo spunto per parlare della “paura di non farcela” mi è arrivato da un vecchio film americano che l’altro giorno ho ritrovato in televisione.

Il protagonista era un adolescente americano “qualsiasi”. Un giovane educato e generoso che tuttavia non spiccava in alcun modo sui compagni di scuola ed anzi per alcuni aspetti era un po’ lasciato da parte dal gruppo. Nel film progressivamente la situazione evolveva portando il giovane a scoprire dentro di sé grandi poteri e risorse rimasti sempre “sopiti”. Scena dopo scena il potenziale che da sempre albergava in quel giovane poteva finalmente risvegliarsi consentendogli di mostrare qualità straordinarie, di sconfiggere il nemico e di trionfare, ricevendo riconoscimento e rispetto da tutti.

Questo tipo di narrazione sembra accomunare svariati film, prodotti di animazione, fiabe e romanzi. L’idea di base è che i protagonisti – che inizialmente faticano a “trovare se stessi” ed a chiarire le proprie qualità – arrivino progressivamente a scoprire dentro di sé “chi sono veramente”.

Il personaggio può così attingere finalmente al proprio potenziale. Scoprendo di avere già a disposizione grandissimi poteri e definendo un proprio ruolo nel mondo (il principe, il cavaliere, il mago, ecc.. nelle loro declinazioni maschili e femminili).

In queste rappresentazioni solitamente è prevista una fase di allenamento, spesso coadiuvata da grandi esperti o saggi. Tuttavia frequentemente si tratta di allenamenti molto “condensati” che risulterebbero insufficienti a qualsiasi uomo o donna della vita reale. Tale dimensione solitamente passa relativamente in sordina, come un intramezzo veloce tra una fase iniziale – dove il protagonista sembra partire svantaggiato o in difficoltà – ed il momento di affrontare la prova che gli porterà successo ed acclamazione.

La sensazione che rimane nella mente dello spettatore prende la forma di alcune domande più o meno esplicite.

  • “ma come fa ad affrontare delle prove così dure?” 
  • “come può essere così in gamba?”
  • “come può essere già così esperto in così poco tempo?” 
  • “com’è possibile che gli venga così naturale?” 

Spesso la conclusione cui si arriva o che viene veicolata dal narratore è che quel potere sia già dentro al protagonista.  Annidato in qualche piega del suo essere e pronto ad emergere al momento opportuno.

Questo tipo di scenario sicuramente affascinante dal punto di vista cinematografico, finisce per entusiasmare ed euforizzare ma al contempo frustrare lo spettatore.

Come a dire “piacerebbe anche a me, ma forse non è per me, forse io non ce la posso fare.

Questo tipo di narrazione può risultare così frustrante perché elimina una componente fondamentale ed imprescindibile della vita di tutti noi, ovvero la fatica quotidiana.

Il grande sforzo che spesso ci è richiesto per fare un solo piccolo passo e la sensazione, tante volte, di non riuscire a fare neanche la metà di un passo. Lo scoprirsi impacciati, confusi, stanchi, arrendevoli. Il sentirsi assediati dalla “paura di non farcela”.

Ma cosa c’entra tutto ciò con la psicoterapia? Lo vedremo nell’articolo: L’ansia e il bisogno di capire “chi sono io”.https://www.laurabastianello.it/2019/10/02/capire-chi-sono-io/

 

 

 

 

Dott.ssa Laura Bastianello

Psicologa Psicoterapeuta Albignasego

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