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Quanto ci “costa” l’ansia?

Costi dell'ansia- Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Albignasego Padova

Quando incidono i Disturbi d’Ansia sulla qualità della vita dei singoli? E sulle comunità?

In uno studio condotto nel 2005 su 8.000 adulti americani circa il 28 % ha riferito di aver riportato almeno una volta nella vita i sintomi specifici di un Disturbo d’Ansia (Kessler, Berglund, Demler et al., 2005). I Disturbi d’Ansia, all’interno della popolazione generale, possono essere inseriti nella cerchia dei disturbi psicologici tra i più diffusi.

Come impatta sugli individui e sulla società una simile incidenza?

Svariati studi hanno cercato di approfondire l’impatto dei Disturbi d’Ansia sulla vita degli individui riscontrando, come prevedibile, l’associazione tra questa tipologia di Disturbi ed una riduzione significativa della qualità della vita.

Un primo aspetto da considerare è relativo alla salute fisica, adottando infatti una visione dell’individuo come integrato dove aspetti mentali e fisici interagiscono sincronicamente, i Disturbi d’Ansia si associano ad un maggior rischio di soffrire di malattie cardiovascolari e di altre patologie.

Sperimentare in modo intenso e pervasivo un’ansia eccessiva può quindi portare ripercussioni a diversi livelli, colpendo ad esempio il sistema digente, quello ormonale e quello cardiaco.

Inoltre, lo “sforzo” impiegato nel tentativo di vigilare e monitorare sugli eventuali pericoli provenienti dal mondo esterno, interno e dagli altri, così come l’impegno profuso nel cercare di cogliere e prevenire rischi e conseguenze negative, frequentemente si associa ad un senso di sfinitezza e stanchezza mentale.

Lo sforzo di “pensiero” sopra descritto in alcune occasioni diviene così massiccio da lasciare ben poco spazio ad altri ambiti di espressione e di interesse.

Sul piano individuale e della crescita personale le difficoltà sperimentabili vanno dalla rinuncia ad opportunità al timore o rifiuto del cambiamento, dalla paura del nuovo all’irrigidirsi di fronte all’inaspettato, dal rischio di sentirsi “sovrastimolati” alla tendenza a leggere gli imprevisti e le variazioni come minacce più che come opportunità.

Più concretamente, pensiamo alle assenze scolastiche e lavorative, alle rinunce sul piano della crescita professionale, alla diminuita produttività,  alle limitazioni auto-imposte.

Gli studi sottolineano il tal senso come in presenza di Disturbi d’Ansia si osservi una maggiore difficoltà a cercare ed a mantenere un lavoro, oltre che limitazioni nella crescita di ruolo e responsabilità.

Quando l’ansia interessa invece un bambino o un ragazzo, spesso di osserva una compromissione della prestazione scolastica, che se non affrontata e gestita, si può tradurre nel lungo periodo in un maggior rischio di abbandono scolastico o di mancata prosecuzione in un percorso di studi superiore.

Le persone che presentano Disturbi d’Ansia inoltre tendono ad incontrare più facilmente una serie di disagi sul piano interpersonale.

Spesso è la persona per prima a limitare la propria rete sociale,  a ridurre i contatti con il mondo esterno; inoltre, per quanto concerne la cerchia delle relazioni più strette (familiari, parner, amici intimi, ecc) stare vicino e supportare una persona che presenti questa tipologia di disturbo può essere un compito impegnativo dal punto di vista emotivo. Frequentemente la persona ansiosa chiede rassicurazioni, nel tentativo di modulare e contenere l’apprensione. A ciò si aggiunge il fatto che spesso le limitazioni (di movimento, di iniziativa, ecc) che la persona impone a se stessa coinvolgono a qualche titolo anche gli altri per lei significativi.

Sul piano della società, i Disturbi d’Ansia si associano a rilevanti costi a carico del Sistema Sanitario relativamente a farmaci, esami di approfondimento, spesso svolti per accertare – in presenza di sintomatologia ansiosa –  l’assenza di altre patologie organiche,  ricoveri ed ospedalizzazioni.

Frequentemente, in presenza di Disturbi d’Ansia si osserva una maggiore sensibilità ed una tendenza a reagire in modo eccessivo a eventi generali, imprevisti e negativi che interessino l’intera comunità.

Alan Braconnier nella sua opera “Piccoli e grandi Ansiosi”  descrive come, in occasione dell’attacco alle Torri Gemelle nel 2001, monte persone con problematiche d’ansia, pur abitando in zone distanti da quelle coinvolte dall’attentato, abbiano sperimentato angoscia, paura e preoccupazione in modo molto amplificato, avvertendo in diversi casi l’esigenza di andare dal proprio Medico di Base per cercare una rassicurazione.   

Pensiamo all’attualità, alla reazione degli individui alla diffusione del Coronavirus: anche in tale scenario è comprensibile ipotizzare una maggiore sensibilità ai timori legati al contagio, così come reazioni di ansia e preoccupazione più severe da parte di chi già presenti pregresse problematiche di tipo ansioso e fobico.

Dott.ssa Laura Bastianello

Psicologa Psicoterapeuta Albignasego Padova

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