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Visualizzare scenari positivi: strategie di gestione dell’ansia

Gestione dell'ansia-Visualizzare scenari positivi Laura Bastianello psicologa Psicoterapeuta Albignasego Padova

Cosa significa visualizzare?

Come mai lo fanno anche gli sportivi?

E cosa centra con le strategie di gestione dell’ansia?

In ambito sportivo agonistico, negli ultimi decenni ha preso piede la pratica di affiancare all’allenamento fisico un addestramento “mentale”, volto a preparare gli atleti ad affrontare momenti di tensione, ostacoli ed eventuali imprevisti in gara. Con le dovute varianti, l’addestramento mentale positivo, consiste nella possibilità di visualizzare mentalmente la situazione da affrontare (ad esempio un’imminente competizione) ripassando con l’occhio della mente sequenza dopo sequenza ed azione dopo azione tutti i movimenti necessari a raggiungere l’obiettivo di vittoria.

Vi sono atleti che dedicano a questo allenamento mentale lo stesso tempo dedicato ad esercitarsi fisicamente.

Gli studi ci dicono che a livello cerebrale, ovvero per quanto riguarda il funzionamento del nostro cervello, rappresentarsi mentalmente una certa situazione attiva quelle stesse strutture cerebrali che verrebbero attivate se quella situazione si stesse svolgendo davanti ai nostri occhi e fosse realmente percepita. Questo può valere nello sport come nella vita quotidiana.

Ad esempio immaginare nella nostra mente una scena temuta, come il nostro datore di lavoro che ci rimprovera di fronte ai colleghi, coinvolge le aree cerebrali che si attiverebbero se ci trovassimo davvero in quella situazione.

Gli studi più recenti di neuroimmagine confermano quindi sul piano del funzionamento cerebrale qualcosa che da sempre ciascuno di noi percepisce sul piano dell’esperienza. Ovvero il fatto che le immagini che produciamo all’interno della nostra mente, le fantasie, i “film mentali” che ripercorriamo a volte con insistenza non rimangono confinati, nei loro effetti, all’interno della nostra testa.

I nostri pensieri, immagini, fantasie, le scene che riproduciamo nella nostra mente hanno un collegamento diretto con il modo in cui affrontiamo il “fuori”, ovvero le esperienze, le persone, le situazioni.

La storia di Ettore

Ettore vorrebbe affrontare una conversazione, che si anticipa essere piuttosto difficile, con un collega.

Vorrebbe fargli presente dei comportamenti  che lo mettono a disagio per migliorare il loro rapporto ma non sa bene da dove cominciare.

Ogni volta che immagina di parlarci la sua fantasia corre verso gli scenari più negativi, si dice “se mi uscissero le parole sbagliate?”, “se non sapessi controbattere?”, “se lui si arrabbiasse troppo con me?”. La conclusione degli scenari che immagina consiste sempre in una brutta litigata dalla quale lui esce malconcio.

A ben vedere le fantasie di Ettore non sono così ben definite, difficilmente arriva al punto di immaginare una risposta del collega o un scambio di opinioni, è sufficiente pensare ad un proprio eventuale passo falso o errore per sentirsi in preda alle emozioni e dare per scontato che “la conversazione finirà male”.

Come utilizzare la visualizzazione per prepararsi ad una situazione difficile?

Si tratta di utilizzare la nostra naturale capacità di immaginazione, invertendo la rotta. Quanto spesso risulta facile immaginare scenari negativi, pessimistici e di fallimento, quanto può essere utile provare a visualizzare uno scenario diverso connotato positivamente.

Non si tratta di una fantasia astratta, un modo per rassicurarsi e darsi “metaforicamente” una pacca sulla spalla dicendosi che andrà tutto bene.

Parliamo di uno sforzo volto ad immaginare la situazione concreta che si vuole affrontare provando a visualizzare come vorremmo comportarci e reagire.

Similmente agli sportivi, la visualizzazione prevede di provare ad immaginare la situazione che si vuole affrontare nella maniera più dettagliata e realistica possibile, ripercorrendo con l’occhio della mente i propri comportamenti: cosa si vorrebbe dire, come ci si potrebbe porre, come potrebbe reagire l’altro e come si potrebbe rispondere a propria volta, ecc. Visualizzare quindi facce, espressioni, parole, atteggiamenti in modo molto particolareggiato.

Solitamente questo esercizio mentale può essere realizzato più volte fino al momento di affrontare realmente la situazione per cui ci si è preparati, che sia la competizione per lo sportivo, piuttosto che l’affrontare un argomento delicato con il collega per Ettore.

La visualizzazione può essere di supporto per affrontare specifiche situazioni fonte di preoccupazione ed ansia. Questo tipo di strategia può aiutare la persona a sentirsi più preparata.

Consente, seppur sul piano dell’immaginazione, di “vederci più chiaro”, di definire meglio “cosa si potrebbe dire o fare”, favorendo un senso di maggiore sicurezza. Anche se la situazione non è ancora stata vissuta nel concreto, la visualizzazione rassicura e promuove un senso di maggiore “padronanza e controllo” rispetto agli eventi che ci si propone di affrontare.

 

 

 

 

Laura Bastianello

Psicologa Psicoterapeuta Albignasego Padova

 

 

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