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Approfondimenti a 360°, Psicologa Padova

“Prima tu poi io”

Quando i bisogni altrui sembrano passare davanti ai propri.

Vorrei davvero dirgli che quel suo comportamento mi dà fastidio, che mi fa arrabbiare, che mi sembra poco rispettoso, ma non lo faccio.

Perché? E se si arrabbiasse? Se non volesse più avere a che fare con me? Se trovasse la maniera di farmela pagare?

Meglio non rischiare”.

Spesso dando voce e parole a questi vissuti nella stanza della terapia si coglie il forte timore di rischiare di perdere la vicinanza, l’affetto o la benevolenza delle altre persone.

Quasi come se la possibilità di far vedere e sottoporre all’altro le proprie necessità, i propri bisogni e le proprie opinioni fosse percepita da parte della persona come un “fattore di rischio“, capace potenzialmente di compromettere i rapporti, evenienza temuta soprattutto con le persone più significative.

Di frequente la persona racconta di temere che l’altro possa arrabbiarsi e reagire in modo aggressivo, oppure “raffreddarsi nei modi” e mettere le distanze, oppure allontanarsi e non tenere più conto di lei come prima.

Vi sarebbe quindi la preoccupazione di non sapere come gestire le conseguenze successive alla scelta di esprimere e difendere le proprie esigenze e necessità.

Spesso in queste narrazioni si riscontra una sorta di dilemma: da un lato la possibilità di mettere da parte i propri bisogni vissuta come scelta “faticosa” ma “necessaria” per mantenere le relazioni, dall’altro la possibilità di esprimere le proprie necessità percepita come opzione capace di mettere a rischio i rapporti con l’altro.

Esprimendo questo dilemma in altri termini potremmo dire: “è preferibile stare con te mettendo da parte i miei bisogni? oppure dare spazio ai miei bisogni correndo il rischio che tu non ci sia o di compromettere il rapporto?“.

Quali possibilità di intervento?

In simili scenari, tenendo conto delle specificità di ogni singola persona, spesso il lavoro terapeutico va nella direzione di costruire e promuovere l’emergere di “modi” di “stare nelle relazioni” utili a favorire margini di “conciliazione” tra i propri bisogni e quelli altrui.

A promuovere un e/e piuttosto che un o/o, un “io e te” rispetto ad un “io o te”, ovvero costruire delle modalità di relazione che permettano di recuperare la possibilità di sentire che esprimere se stessi ed i propri bisogni non comporti necessariamente il rischiare di perdere gli altri.

Favorire il delinearsi di nuovi scenari nella direzione di “tenere conto di sé e degli altri, senza escludere a priori nessuna delle due parti in gioco”.

Dott.ssa Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Albignasego Padova

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