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Ansia - Impariamo a conoscerla, Problematiche d'ansia

Qual’è la differenza tra ansia e paura?

Differenza tra ansia e paura - Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Padova

Differenza tra ansia e paura: una questione di “messa a fuoco”.

Abbiamo iniziato a descrivere l’emozione dell’ansia nell’articolo “Che cos’è l’ansia?” Ora cominciamo ad esplorare la differenza tra ansia e paura.

Proviamo ad immaginare di osservare una scena servendoci di un vecchio cannocchiale e avendo a disposizione un meccanismo manuale di messa a fuoco. Ruotando in una direzione l’immagine si fa più precisa, definita, nitida. Ruotando nell’altra l’immagine diventa via via più sfocata, sfumata e difficile da distinguere come in un paesaggio impressionista.

La metafora del cannocchiale può aiutarci a comprendere una delle principali differenze evidenziate nello studio di emozioni quali paura ed ansia.

Solitamente abbiamo “paura di qualcosa”  ovvero quando proviamo paura la minaccia o pericolo che individuiamo è chiara e ben definita ai nostri occhi. L’oggetto della nostra paura è bene “a fuoco”.

Quando proviamo ansia invece è molto più difficile “mettere a fuoco” l’origine e l’oggetto dei nostri vissuti.

L’ansia può essere descritta come uno stato di “preoccupazione aperta”.

Ad esempio riguardante un dato ambito della nostra vita, senza tuttavia fare riferimento ad un qualcosa di specifico e determinato.

Solitamente proviamo paura quando ci troviamo di fronte ad uno stimolo che consideriamo minaccioso. Sia esso di natura fisica o psicologica, oppure poco prima di incontrarlo o affrontantarlo. La paura viene spesso descritta come una condizione di “allarme” a fronte di qualcosa che consideriamo a qualche titolo pericoloso.

Ad esempio possiamo provare paura di fronte ad un cane randagio che ci ringhia contro. Oppure all’idea di affrontare un ago in occasione di un prelievo del sangue.

Sia ansia che paura sono accompagnate da modificazioni corporee. Nello specifico la paura tende a diminuire quando lo stimolo in questione viene allontanato e non ci sentiamo più minacciati da esso. Quando parliamo di ansia il vissuto soggettivo e le relative modificazioni fisiologiche tendono ad una maggiore persistenza ed a diminuire in modo molto più lento.

Nel caso dell’ansia spesso le persone descrivono uno stato di tensione generica. Un “sentirsi sull’attenti”, preoccupati come se “qualcosa di negativo stesse per succedere da un momento all’altro”.

Possiamo provare ansia all’idea di affrontare un evento aziendale. Ad esempio fantasticando su svariati e possibili scenari negativi, senza tuttavia avere in mente una specifica e circoscritta situazione che ci risulti difficile affrontare.

Sia ansia che paura sono emozioni normali ed utili alla sopravvivenza. In alcuni casi tuttavia, quando l’intensità e la frequenza con cui le sperimentiamo crescono eccessivamente, possono diventare difficili da integrare nella nostra quotidianità.

 

 

 

 

 

Dott.ssa Laura Bastianello

Psicologa Psicoterapeuta Albignasego

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