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Ansia sociale: quando gli altri fanno “paura”.

Ansia Sociale: quando gli altri fanno paura. Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Albignasego

Ansia sociale: quanto costa “proteggersi” da un mondo esterno percepito come pericoloso, giudicante e pronto a coglierle in fallo.

Dott.ssa Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Albignasego

 

Lucia: un fiore che non riesce a sbocciare.

Lucia ha concluso l’Università da un paio d’anni eppure ha la sensazione di non riuscire a sbocciare.

La nonna la chiamava bocciolo di rosa da piccola perché era una bambina timida e schiva, ma anche “molto sensibile, delicata e preziosa come una rosa” diceva la nonna.

Eppure ora, a 26 anni, Lucia sente di non riuscire a sbocciare e mettere a frutto i suoi tanti anni di studio e impegno. Lucia è laureata in economia, ma dopo la laurea non ha fatto nulla per cercare lavoro.

La sua non è pigrizia, Lucia vive con grande angoscia l’idea di tutto ciò che è necessario fare per trovare un lavoro. Durante l’università è riuscita ad evitare la gran parte dei contatti sociali “evitabili” frequentando il minimo indispensabile e studiando molto da casa.

Ora tuttavia sa che cercare lavoro richiede di proporsi, fare dei colloqui, competere con altri candidati magari in una valutazione di gruppo e poi, peggio ancora, doversi inserire in un ambiente nuovo, magari con decine di colleghi da conoscere e da cui proteggersi.

Si proteggersi, per Lucia guardare gli altri significa considerare tutte le cose brutte che potrebbero dire e pensare su di lei. È già sicura che non saprebbe cosa dire, che la troverebbero impacciata e senza argomenti, che farebbe una fatica incredibile per dire due parole del tutto fuori luogo. È già sicura che nonostante i suoi sforzi tutti finirebbero per deriderla e isolarla considerandola ridicola, una sorta di “scherzo della natura”.

Come impatta sulla vita quotidiana il Disturbo d’Ansia Sociale?

La storia di Lucia potrebbe essere la storia di molte persone che, spesso non viste se non da pochi intimi, scelgono l’isolamento nel tentativo di proteggersi da un mondo esterno percepito come pericoloso, giudicante e pronto a coglierle in fallo.

Può essere difficile comprendere pienamente il dolore che accompagna questo particolare modo di sentire il rapporto con gli altri. Spesso chi attraversa questo tipo di difficoltà racconta di sentirsi diviso, tra il profondo desiderio di andare in mezzo agli altri e stare con loro e l’altrettanto profonda ansia e angoscia all’idea di farlo davvero.

Nel Disturbo d’Ansia Sociale i modi in cui vengono considerati il sé e gli altri rappresentano spesso due lati della stessa medaglia:

  • Gli altri sono percepiti come capaci di notare o mettere in evidenza ogni piccola esitazione, errore o momento di incertezza.
  • La persona tende a considerare se stessa come inadeguata, incapace di rapportarsi con altri, talvolta ridicola, piccola e non interessante.

Partendo da una simile visione del mondo possiamo comprendere quanto possa essere difficile e faticoso per la persona pensare di affrontare la società e gli altri. Così è per Lucia, che soffre molto all’idea di rinunciare alla possibilità di fare il lavoro che ama a favore di una vita ritirata e sempre uguale. Eppure questa sofferenza, seppure profonda, è preferibile ai suoi occhi rispetto al come pensa che si potrebbe sentire qualora decidesse di uscire davvero dal suo bozzolo e iniziare realmente a cercare lavoro.

Lucia si sente all’angolo in questa fase della sua vita, bloccata, come se avesse esaurito tutte le sue possibilità, eppure come dice George Kelly:

 “Nessuno è rinchiuso in un angolo; nessuno è vincolato dalle circostanze; nessuno è vittima degli eventi della propria vita. Persino i più ovvi accadimenti della vita quotidiana potrebbero mostrarsi totalmente trasformati, se fossimo sufficientemente inventivi da costruirli in maniera diversa.”

Provando a tradurre questa riflessione con riferimento alla specifica situazione di Lucia:

“Come è arrivata Lucia a vedere se stessa e gli altri in questo modo?”

“Quali sono state le sue esperienze e in che modo le ha rilette e ha dato loro significato per arrivare a leggere il mondo con questa particolare lente (così penalizzante per lei)?”

“Cosa potrebbe succedere se Lucia riuscisse a rileggere la sua esperienza in maniera diversa?”

“Quali opportunità si potrebbero aprire se Lucia avesse a disposizione altre lenti con cui interpretare le situazioni che la vedono coinvolta?”

Queste ed altre domande possono essere il punto di partenza per lavorare su simili difficoltà in psicoterapia, per comprendere il senso della sofferenza di quella specifica persona e per arrivare a delineare e costruireinsieme ulteriori possibilità, alternative e opportunità.

 

Dott.ssa Laura Bastianello Psicologa Psicoterapeuta Albignasego

 

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